
Era il 1789 quando il Consiglio delle Municipalità di Gragnano conferì in esclusiva a Michele Garofalo e Salvatore Montella la concessione per produrre e commercializzare “maccheroni di buona qualità”, il cui successo fu confermato da Re Ferdinando di Borbone che diede ai fabbricanti gragnanesi l'alto privilegio di fornire la corte di tutte le paste lunghe. Ma già nel ‘600 gli abitanti di Gragnano compresero come le acque sorgive che alimentavano i mulini nella valle giocassero un ruolo fondamentale nel conferire un gusto caratteristico all’impasto, e come il clima caldo, mai troppo umido e accarezzato dalla brezza marina, fosse la condizione ideale per l’essiccazione della pasta.
In origine la pasta veniva fatta asciugare lungo le strade cittadine in condizioni di temperatura ed umidità naturalmente costanti che ne garantivano non solo il gusto, ma anche la perfetta conservazione del prodotto secco. Solo in seguito, con la nascita dei primi pastifici a conduzione familiare, Gragnano si trasformò in un centro produttivo di pasta così importante da condizionare il suo stesso assetto urbanistico: la via centrale fu ricostruita rispettando le esigenze dell'essiccazione della pasta.
La storia di Garofalo quindi è la storia di Gragnano. Oggi la cura del particolare è il frutto dell’antico mestiere del "maccheronaro" tradotto in una sapienza metodologica garantita da controlli costanti e approfonditi sulla materia prima e il prodotto finale e dall’avanguardia tecnologica. È così che la pasta Garofalo celebra l’originale connubio tra la bontà artigianale e la garanzia della fattura industriale rivelando al meglio la sua essenza, fondata sulla passione e l’amore con cui la città e i suoi abitanti hanno coltivato una qualità unica.














